INTERVISTA A JACQUELINE LOVARI

Quando hai iniziato a correre e quale è stata la scintilla? 

Sono stata una totale sedentaria fino ai 30 anni, mai praticato nessun tipo di sport, anche se ai “Giochi della Gioventù” scolastici avevo manifestato un certo feeling per la corsa. Fu mio marito Ugo, assiduo sportivo, a convincermi a correre dopo la nascita di mia figlia Chiara per ritrovare la forma fisica. Da questa semplice motivazione scoccò poi la scintilla per la corsa, la scoperta di un mondo meraviglioso del quale non ho potuto più fare a meno.  Da allora non ho più smesso, con la sola parentesi della nascita della mia seconda figlia Lara e continuo seppure con più fatica (gli anni passano..) e compatibilmente con gli impegni vari.

Raccontaci degli albori della Running Evolution, tu sei tra i “soci fondatori” della squadra…

Ricordo ancora quella riunione che tenemmo a casa nostra, eravamo non più di 8 o 9 persone che contribuirono alla nascita della Società. Ricordo le risate, i sogni e i progetti e credo che non immaginassimo che la Running Evolution sarebbe diventata quella che è!! Ciò dimostra che non bisogna mai avere paura di sognare in grande!

I tuoi migliori risultati in carriera e i prossimi obiettivi

I prossimi obiettivi…la vedo dura! Mi basta continuare a correre, farlo il più a lungo possibile e stare bene!  Mi è sempre piaciuto correre un po’ tutte le distanze ma quelle lunghe mi hanno regalato grandi emozioni e ricordi incancellabili. Forse esprimevo una mia attitudine che Ugo in veste di ottimo allenatore ha saputo esaltare al meglio… Non potrò mai dimenticare  l’inaspettato 4° posto assoluto alla 100 km del Passatore del 2009 che mi è valso come 3° posto al Campionato italiano e la successiva vittoria alla 50 km del Gran sasso.

Cosa ci vuole per coprire simili lunghe distanze, anche in termini di allenamento? 

Non esiste secondo me un allenamento o un programma che possa essere valido per tutti, semmai esiste un programma che va adattato alle caratteristiche individuali di ogni persona; ciò che va bene per me non è detto che vada bene ad altri.  Il mio allenamento per le ultra non contemplava chilometraggi esagerati, bensì la partecipazione a diverse maratone (nel preparare il Passatore non sono mai andata oltre i 42 km) senza mai trascurare velocità e brillantezza delle gambe, quindi anche tante gare sui 10 km!

Un consiglio che mi sento di dare è di non lasciarsi intimorire mentalmente dalla distanza, attraverso queste esperienze ho appreso che siamo in grado di affrontare ben oltre quel che crediamo… è sbagliato partire troppo lentamente per paura, avere pensieri negativi, mentre partire con l’idea di stare affrontando un bellissimo viaggio che ci cambierà funziona!

Appartieni ad una famiglia di sportivi, come si fa a far nascere nei propri figli l’amore per uno sport sano come il running?

Penso che i figli debbano praticare lo sport che più amano, senza imposizioni o condizionamenti e che in età infantile debbano viverlo come un gioco, ci sarà tempo per lavorare duramente! L’Atletica leggera rappresenta sicuramente una base validissima, un’esperienza molto formativa nella crescita di un ragazzo ma va benissimo qualsiasi sport o  forma di movimento che tenga lontano da monitor vari e dal pericolo della sedentarietà!  Per questo mi dispiace che la Scuola non dia la giusta importanza allo Sport e non gli riconosca il valore che merita.

Cosa deve fare (e specialmente cosa deve evitare…) – in termini di allenamenti, alimentazione, riposo – un runner alle prime armi?

La parola d’ordine per un runner che non abbia mai praticato sport in precedenza è “gradualità”! Bisogna evitare infortuni più o meno seri e quindi procedere con calma senza affrettare le cose. Aumentare pian piano i km per costruire dapprima una buona base aerobica e per far sì che l’organismo abbia il tempo di adattarsi  e poi cominciare con i primi lavori di qualità, le salite e le variazioni di velocità. Chi ha già praticato sport può osare un po’ di più.

Per quanto riguarda l’alimentazione non ho competenza nel fornire giusti consigli, posso solo esprimere la mia opinione: se si segue un’alimentazione sana e semplice e senza eccedere nelle quantità si può mangiare un po’ di tutto!

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