Dietro il sito

Voi vedete il risultato. E magari neppure vi piace più di tanto. Certo, a parlare sono tutti capaci, ma poi, all’atto pratico, sareste capaci di mandare avanti il sito degli Arancioni?

Lo dico con sicura cognizione di causa. Dopo un lungo training on the job (come dicono quelli a la page) ancora mi restano delle zone d’ombra nelle dinamiche operative del content management system WordPress.

“Aggiungi un articolo”. E che ci vuole?

Ma dopo… cerca la foto (e che sia del formato “giusto”). Carica la foto. Metti la foto nell’articolo. Non è allineata. Togli la foto. Rimetti la foto (che il sito individua come Media). Mettila in “evidenza”.

Sembrano i comandi del Maestro Miyagi, in The Karate Kid. Peraltro un combattimento senza alcuna speranza di vittoria. Se non esegui, non succede nulla (di positivo). Il Sito vince a mani basse.

Poi la classificazione nel quadro dell’alberatura disponibile. Poniamo che, erroneamente, ne flegghi due. Non si può, si genera un contrasto insanabile. Indi, aggiungi i “richiami” (la frasetta che, in sintesi, dovrebbe fornire un senso del pezzo). Lascio perdere i “tag” (e i link verso FB), che sono materia del secondo anno di corso.

Il “gestionale” verifica anche l’ortografia (e fin qui …), ma anche la chiarezza espositiva. A me dice sempre: “Il titolo non è coerente con le frasi iniziali”. Insomma, anche il “Sito” mi bacchetta. Dovrei, quindi, eseguire e scrivere come piace a lui.

L’anteprima non la visualizziamo? Pare che tutto funzioni e, quindi, “Salva bozza”.

Al momento “giusto” (l’unica cosa che il Sito non impone), si preme il tasto “Pubblica”, pregando che – su tutto il web – non compaiano (peraltro, eternamente) più fesserie di quelle intenzionali.

Un giorno dopo. Cioè ventiquattrore dopo.

La foto è risistemata ed i “richiami” sono molto ma molto migliori di quelli originariamente appostati dall’autore. Sapienti mani, senza rimproveri espliciti, hanno risistemato il tutto. “E’ così che si fa”. Prima o poi, confidiamo che ci riusciremo anche noi.

Fuori delle facili battute, siamo soliti considerare dei manufatti (il sito è tra questi), in virtù del suo semplice “funzionare”. Se il sito funziona a nessuno importa un accidente del “perché” e del “come” funziona. Dietro, tuttavia, non c’è una IA automatica che decide tutto da sé ma delle persone. Persone vere, non avatar.

Nel nostro caso, Anto&Franz che, benché abbiano anche del “vero” lavoro con cui sfamare i pargoli, dedicano del tempo ad una funzione che viene data quasi per scontata. Avete visto sopra cosa succede per dare “dignità”, almeno nella forma, a queste fesserie, cioè all’1% delle questioni da tenere sotto controllo. Provate ad immaginare il restante 99% quante problematiche, in proporzione, potrebbe generare.

Il sito è, inoltre, uno strumento multifunzione, come il coltellino svizzero con cui puoi tagliare l’Emmentaler ma anche, se necessario, svitare i bulloni della fuoriserie.

Anzitutto è l’house organ, contiene, cioè, tutte le informazioni che riguardano, a vario titolo, il Gruppo sportivo. Contiene, per la verità, anche spazi – come questo – frutto di pura e semplice carità cristiana nei miei confronti.

E’ anche uno strumento di marketing. Serve a comunicare agli “esterni” gli effetti di far parte di un Gruppo sportivo (ovviamente, nel caso, gli Arancioni). Questa è, decisamente, la funzione più difficile da svolgersi perché richiede sia delle competenze (e, diciamolo, qualche spicciolo) che la volontà di perseguire (e raggiungere) un obiettivo definito.

Non esplicito quanto da ultimo fatto intravedere perché ci vorrebbe molto più spazio del consentito e, poi, per le strategie di marketing, vorrei essere retribuito a parte.

Al sito è connessa, tra le altre cose, la pagina Facebook (domain di Franz). Che è tutt’altra storia. Per oggi, però, ci fermiamo qui. Con un plauso alle persone che, in aggiunta, corrono pure…

[Nella foto la nostra Anto che, finita la gara, corre per andare a sistemare i casini che ho combinato sul sito. Per gentile concessione della società D-Studio].

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