Mauro Roscioli

MAURO ROSCIOLI

La borsa è sempre con me in auto appena posso vado, senza orari, senza vincoli.

Mauro Roscioli

Mi è sempre piaciuto correre ma, per vari motivi lavorativi e logistici ho iniziato tardi, a 34 anni. È una delle poche discipline che con poco denaro e in qualsiasi momento si può fare. La borsa è sempre con me in auto appena posso vado, senza orari, senza vincoli.
Roma-Ostia del 2003. Avevo iniziato a correre da poco fine 2002, non sapevo come comportarmi e ho subito tirato, per cui un mese e mezzo prima della gara mi è venuta una forte tendinite alla gamba destra, sono stato fermo per tre settimane, ma la mia voglia di correre la prima gara era tanta che non volevo rinunciarci e alla fine l'ho fatta in 2 ore!!!
La 100 Km del sahara. È la gara che forse si avvicina di più al mio pensiero di correre, lì in mezzo al deserto da solo, tra l'avventura, le insidie, una corsa fuori dal comune: l'ambientazione, dormire nelle tende berbere, temere disagi e, come nei miei viaggi, una esperienza da ripetere…
Roma-Ostia del 2006: ancora lei, nel bene e nel male. Ero in un periodo dove non correvo molto ma nella società del CRAL AMA mi avevano comunque chiesto di farla. E allora facciamola...! e anche qui il tendine della gamba destra fa le bizze e si infiamma poco prima della gara e allora che si fa… si corre lo stesso: i primi 7 Km vanno bene ma i restanti 14 Km sono un inferno. Alla fine riesco a finirla un minuto sotto le due ore!!!
Non faccio degli scongiuri in particolare e non porto con me amuleti portafortuna, diciamo che un segno della croce e la mia fede mi accompagnano sempre a superare i momenti bui che anche nel mondo della corsa ci sono.
Un ghepardo. L'ho visto dal vivo nel parco Moremi in Botswana, è uno dei più bei animali della savana, elegante nei suoi movimenti, veloce, grandi falcate. Magari non sono proprio come lui, ma cerco di imitarlo.
No, non ho mai pensato di smettere, anche perché qualcosa bisogna fare e non è che la bici mi piace molto. Mi dispiacerebbe smettere per un infortunio serio, ecco perché bisogna sempre dosare le forze e ogni tanto riposare.
Tor Vergata 2012… un caldo della miseria… Non ho mollato, sono arrivato al traguardo ma... come si fa ?!?!? Meno male che sono terrone e al caldo ci sono abituato 😉
In realtà non ho mai mollato, forse diciamo che in alcune occasioni ho rallentato, per esempio nella gara della Best Woman del 2009. Forse gli stimoli erano pochi, ma non si tratta di mollare ma rallentare.
Per me la corsa è viaggiare nei luoghi e nel tempo. Significa in luoghi diversi da dove vivo, sentirmi isolato da tutto e tutti, ma anche condividere certe corse con persone straordinarie, quelle della Running Evolution, vedi il Sahara oppure il Passatore. Viaggiare nel tempo significa attraversare la storia come la maratona di Roma o Firenze.

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