Ma che strana la vita e forse nella sua imprevedibilità c’è nascosto tutto il suo fascino e la sua bellezza. Ad un anno dalla sua nascita celebriamo tutti non solo la Running e tutti i suoi traguardi concretizzati ma soprattutto la nostra meraviglia per aver iniziato una avventura da inguaribili idealisti, ostinati ma un po’ scoraggiati ed aver poi scoperto un gruppo ed un entusiasmo laddove non avremmo mai pensato di saziare il nostro bisogno di emozioni. La Running Evolution, ed ora posso dirlo, non è solo corsa, ora tutti sanno che è molto di più. Osservare questo mondo è un po’ come guardare in un caleidoscopio in cui vengono riflesse e riprodotte le prerogative e le identità di ognuno, a cui tutti poi inevitabilmente siamo esposti e per cui tutti inesorabilmente, giorno dopo giorno, o meglio, corsa dopo corsa, come volete, cresciamo e cambiamo. Siamo diversi e strani! Diversi perché viviamo in un mondo tutto nostro, fatto di regole in controtendenza, niente ciabatte e uscite con ogni tempo e traguardi da raggiungere e partecipazione. Strani perché invece di tenerci gelosamente questo privilegio, facciamo di tutto per convincere altri a condividerlo. Noi che per anni abbiamo vissuto da attori senza palcoscenico ci ritroviamo identificati nelle verità tanto grandi e per questo invisibili scolpite da Antonella, o nei voli imprevedibili ed arditi della meravigliosa fantasia di Nando, impegnato in epiche battaglie alla conquista di un posto nella storia di Roma. Nella logica ironia contro tutti, anche se stesso, di Giampy. Nel bellissimo volo di Massimiliano. Nelle gioie e nelle lacrime appena trattenute di chi maschera con uno stato confusionale la certezza di una impresa e di una presa di coscienza di ciò che siamo nelle nostre potenzialità e mai avremmo pensato di essere, lo leggi scritto da Calogero o lo leggi nei silenzi di Alessio. Vogliamo poi trascurare lo spazio che c’è sotto questo Gazebo nel dividere a metà la gioia di un traguardo con la conferma di un amore mai così tanto dichiarato di un figlio…figlia per un genitore? Mi sono sempre considerato un fatalista ed inguaribile ottimista ed ho sempre trovato meraviglioso guardare il mondo con le sue sorprese, mai però avrei immaginato di poterlo spiare attraverso gli occhi di un “Gruppo podistico” ed invece, dopo domenica 18 ho scoperto le mie tante Maratone, i miei tempi fatti, tutti diversi nella stessa, le mie fatiche, i miei traguardi, gli attimi interminabili di emozioni incancellabili, gli incitamenti, Mauro Risi che si soffia il naso con la nostra bandiera o il tour in bici di Giampy, ma sì, ero io ed i racconti, quei momenti scritti per essere condivisi e che fanno la differenza tra chi vive al chiuso e chi sa che una emozione, quando è di tutti, non muore mai. Sì, ho rivissuto e continuo a rivivere, per questo vi dico Grazie e non smettiamo di alimentare questo sogno e soprattutto Buon compleanno RUNNING EVOLUTION! Ugo Graziani.
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