Domenica sera Regina, verso le 19, mi telefona dopo avermi mandato un sms col quale mi comunica di aver portato brillantemente a termine la prima edizione della maratona "Coast to Coast" Amalfi - Sorrento "spettacolare! Francesco Dettori 3.43,

Carlo 30 km ed io 4.43"; mi chiede però lumi sul fatto che il suo nome non risulti in classifica generale. Sapendo che per la TDS sul posto c'è il carissimo Michelangelo, tuttofare nella nostra gara di Colonna, le comunico il numero di cellulare per potergli inviare tutti i dati del quale sicuramente il buon Mike potrebbe aver bisogno per rettificare l'errore. e invece. Dopo pochi minuti Regina mi invia un laconico sms con su scritto "squalificata per uso cuffiette"! La chiamo subito, pensando ad uno scherzo ed invece no, mi conferma la decisione dei giudici Fidal che, nell'acerrima battaglia al doping e suoi simili, hanno pensato bene di far valere l'articolo vattelappesca che al comma x vieta l'uso delle cuffiette in qualsiasi competizione di atletica!!! Avete capito bene, la nostra Regina, si "dopa" con la musica e sfreccia come un missile in ogni maratona superando decine e decine di rivali con un tempo decisamente fuori dalla portata di tanti. 4 ore e 43 minuti! Ovviamente lascio sfogare la nostra "top woman" che non ne vuol sapere proprio più di Fidal e minaccia scissioni, boicottaggi e tutto quanto possa servire ad osteggiare degli pseudo regolamenti da terzo mondo. Stamattina ho chiamato Michelangelo per aver qualche chiarimento in più: Regina è stata squalificata insieme ad altri 3 atleti, tutti giunti regolarmente al traguardo, quindi non è la sola "svergognata" della Coast to Coast. Mi diceva il buon Mike che ha provato a far recedere i giudici Fidal, della sezione di Salerno, dalla loro drastica decisione ma "caro Fausto, sembrava che le nostre suppliche contribuissero ad accrescere i motivi della squalifica". Certo, ripenso alla Maratona di Venezia che ho corso due mesi fa, a quella di Firenze, alla quale ho assistito a fine novembre e non vi dico quante persone hanno gareggiato con la musica in testa. ma lì gli arrivati erano tanti e quindi i giudici d'arrivo (forse anche perché soltanto più giudiziosi degli scrupolosi campani) molto probabilmente avevano ben altro da fare piuttosto che mettersi a controllare e a scoprire gli atleti decisamente "antisportivi"! Cara Regina, non so se parlando con gli organizzatori, come mi riprometto di fare nei prossimi giorni, riuscirò a farti rendere giustizia, posso soltanto concordare con te nel definire "poco edificante" il gesto di qualcuno che, indossando una divisa, non riesce a vedere aldidà del proprio naso. Un caro abbraccio alla nostra più grande maratoneta!
Caro presidente, prendimi pure in giro per il mio 4. 43, anzi precisamente 4.42.44 (mio Garmin versione 305) unica fonte, in assenza di rilevazione ufficiale, ma ti posso assicurare che per me è un gran bel tempo, 1780 metri di salita e 1688 metri di discesa, sempre fonte Garmin naturalmente. Mezza maratona a 2 ore e 19 e quindi mantenimento dello stesso ritmo di gara nella seconda parte che , come ben sai, non è molto semplice da ottenere. Chi sa senza l’uso del “doping “ cosa sarebbe successo, ce l’avrei fatta nelle 6 ore massime previste per avere il rimborso della quota di iscrizione previsto per questa edizione della maratona? Ma come vedi nella foto il corpo del reato è ben evidente, la natura del doping è chiara e documentata, addirittura “ultima tecnologia apple” , e quindi mi è impossibile utilizzare la classica modalità maschile di negare tutto nonostante l’evidenza, al massimo, dopo tanta performance posso sperare che le mie playlist vadano per la maggiore e diventino super richieste. Come puoi vedere, è documentato anche che ho indossato la canotta sociale e appuntato il pettorale in moda da non nascondere gli sponsor.

A parte gli scherzi la maratona è stata “spettacolare”, dopo un sabato molto bagnato che non prometteva niente di buono, la mia schiena che mi informava che forse la pubalgia avrebbe potuto mandare qualche segnale antipatico, una levataccia alle cinque di mattina per prendere il pullman che ci conduceva alla partenza, con nuvole minacciose e gocce di pioggia di cattivo augurio, è iniziato un percorso veramente unico. Le salite erano il grande spauracchio ma lo scenario era tale per cui l’attenzione non è mai stata assorbita dalla fatica ma solo dalla bellezza e suggestione per lo spettacolo che ci circondava.

La strada che attraversa la costiera Amalfitana, libera dal traffico, con la possibilità di vedere Maiori e Minori dietro di noi, Positano di fronte e l’isola dei Galli, i faraglioni e Capri all’orizzonte hanno rappresentano un’opportunità unica. Sono partita senza pormi il problema su quanto avrei corso, al trentesimo kilometro c’era Carlo e il cambio asciutto che mi permetteva di fermarmi in caso di stanchezza o problemi fisici, ma ero così “dopata” che ho deciso di terminarla tutta.

Io sono innamorata della maratona di Venezia, la “Cost to Cost ci avvicina molto molto….e l’organizzazione è stata adeguata. Caro presidente, io al mio “doping” non voglio rinunciare, la musica e l’attività fisica sono considerate entrambe due forme di cura molto efficaci contro la depressione e quindi vere e proprie forme di cura. A parte gli scherzi , ritengo necessario, sia individualmente, sia come società verificare se esiste veramente “questa norma”, e nel caso in cui effettivamente sia applicabile fare tutte le azioni necessarie nei confronti della Fidal, eventualmente coinvolgendo anche altri gruppi, per fare in modo che non venga adottata nei confronti dei così detti “amatori” Ho parlato con la società organizzatrice, mi hanno parlato di un giudice particolarmente “rigoroso” che ha imperversato anche in una dieci chilometri il giorno prima. Mi importa abbastanza poco che mi venga ufficialmente riconosciuta la partecipazione alla prima edizione della “cost to cost” ma voglio partecipare alle prossime corse tranquillamente, senza aver bisogno di nascondere o rinunciare l’uso delle cuffie per ascoltare musica e non credo che il problema sia solo mio……

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