Presso gli antichi Castellani la corsa oltre a essere un'attività distensiva assumeva caratteri magici e rituali, fino al punto di sacrificare la propria vita per la vittoria finale.
Questa tradizione si riscontra presso un gruppo chiamato “Orange”, per il quale l'attività fisica era ritenuta fondamentale per lo sviluppo mentale. La cura del fisico era vista come forma di bellezza, di ritmo, di movimento ed era impartita sia ai maschi che alle femmine.
Nell'anno 1990 d C. nacque a Colonna una grande manifestazione che prese il nome di “Trofeo Pallavicini”. Da quella data ogni anno la gara venne regolarmente disputata, per volere dell’Imperatore Giuliani che ne ordinò la continuazione giudicandolo teatro per l’autocelebrazione degli Orange.
Tali testimonianze sono raccolte nel museo di Colonna, che raccoglie tra l’altro gli antichi calendari, i giorni erano calcolati in base alle gare sociali, ed altro materiale celebrativo, dipinti, classifiche, menù di pranzi e altro ancora.
Tra i ritrovamenti, è stato rinvenuto ancora intatto, un dipinto raffigurante il passaggio del comando del gruppo Orange, dall’Imperatore Giuliani ad un altro personaggio dell’epoca , sul quale non sono stati trovati documenti ufficiali.
In quel periodo questi gruppi tendevano a numerarsi attraverso dei cartellini, come un segno di appartenenza sportiva. Ma sul giovane e forte successore, a cui è demandato il futuro comando, non ci sono informazioni (non è stato ritrovato il cartellino). Nel dipinto il giovane, viene raffigurato con un dito alzato, gesto interpretato come una vittoria sportiva sull’imperatore. Confermato oltretutto dal gesto del vecchio condottiero che sembra effettuare il passaggio di consegne attraverso il simbolico segno di vittoria.