Miguel son mì, son quì…connubio tra leggenda e corsa=libertà…
Eravamo 61 Miguel orange desaparecidos, in un esercito di oltre cinquemila Miguel. I numeri sono da Maratone importanti, è una “vera” leggenda o nevrosi umana? Asserisco questo in quanto, avendola corsa molti anni fa, quando internet era una leggenda come Miguel e la partenza avveniva dall’interno del piccolo stadio del grande Paolo Rosi. Eravamo un pugno di quasi duecento persone infreddolite, compresi gli zingari, i clochard e gli animali randagi della zona Tor di Quinto, che volevano provare l’emozione libera di correre sulle sponde del “biondo”Tevere. Il ciak regista polaroid era solo Antonio. Una gara anonima come qualsiasi altra, senza cibo, ma con la solita ti-shirt con scritta rossa… per te atleta... con pesanti gadget vari, sociali, culinari, con allegato braccialetto viola n.B.day compreso Abebe scalzo, ma con le scarpe adidas, insomma un grande scoop mediatico ben studiato ed organizzato Central...Mente per attirare migliaia di persone for cash, che nella corsa cercano la libertà dell’anima, del corpo represso o del nulla emotivo in questa società di Miguel dall’Enea. L’impatto visivo dell’organizzazione logistica, all’interno dello stadio era perfetta e colorita, vi stazionavano ventinove gazebo, quasi abbracciati fra loro a causa del freddo, che avevano socializzato e quindi riscaldato l’arrivo degli atleti ansiosi, naturalmente il nostro Tempio Orange dominava su tutti. Grazie all’infinito di cuore, ai nostri amici orange assonnati ed infreddoliti,

come me ogni mattina, che si sacrificano ogni domenica per far sembrare tutto “facile” al banco… un caffè with ginseng please. Ho visto molti orange nuovi entusiasti, attrezzati per il momento alla “carlona”, uno (Giacomo n.d.r.) ha corso col costume marrone con banda beige da onda del mare,

infatti gli organizzatori, all’uopo, ci hanno fatto partire, tramite Elvira Sanchez, cugina del nostro Ramirez, in tre onde sempre susseguenti, ma molto sovrapposte fra loro, fin dopo Corso Francia. Oggi sulle mie curve spalle anziane mi si è sovrapposto il mio amico Ramirez Anchisez… dice che è a dieta…gulp…scrash! Logoro e sfinito all’ottavo ho messo il triangolo rosso. Di questa dittatura mediatica, mi ritorna in mente il nostro fotografo abusivo carbonaro Antonio, che ieri, è stato soppiantato da uno squadrone di teleobbiettivi, degni di due pop star come Maradonna. Egli per lavorare, si è dovuto abbarbicare ad un palo della luce, rischiando di essere arrestato dagli sgherri governativi argentini. Durante il fine gara, all’altezza del ponte Molvius, il Pres. desaparecido tuttofare:



“In hoc signo vinces” ha “corso” la gara imbracciando il click per immortalarci sul sitoflipper, naturalmente col consenso del governatore sanguinario. Ieri su Facebook mi è arrivata un’amica speciale nel nome della Principessa Camilla Maria Pallavicini, la quale, venuta a conoscenza dell’evento ciclone Miguel, direttamente dai figli Sigieri e Moroello, che hanno gareggiato abusivamente fra le onde, esige che, per il ventennale del suo Trofeo 2010, il tutto venga spostato ed organizzato da Colonna al centro di Roma, dove ella risiede fra gente più ricca e potente della leggenda dello sfortunato Miguel. Al Pres. ed alla sua ciurma di pianura l’ardua futura sfida…venni, vidi, vinsi…..il Ducatoblu abbandonato…si è lamentato…. Grazie e ciao.
p.s. Dalla finestra sul cortile
Un piccolo pensiero per il nostro “vero amico” Greg orange,

che sabato ha lasciato improvvisamente per sempre nel dolore la sua Regina, Carlo, il loro figliolo e tutti noi per raggiungere gli altri amici orange sulla Mongolfiera Orange Paradiso… del tuo cane ti puoi sempre fidare..

Il Trio (K.P.BB)
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